Tuesday, October 04, 2005

Svizzera-Ausria-Garda... ... ... anche detto il Chicca Tour

4 giorni intensi... Sempre partenza da Grosseto direzione Svizzera che è diventata ormai una delle tappe irrinunciabili…la strada la conosciamo bene e stavolta decidiamo di evitare il pedaggio autostradale per oltrepassare la frontiera tramite strade statali o provinciali, giungendo a destinazione senza alcun problema. A Lugano abbiamo prenotato un alberghetto onesto ma non di lusso e la sera ci incontreremo nuovamente con la guida svizzera Andrea, il quale come sempre ha assolto in pieno il suo dovere di cicerone, mostrandoci le migliori vedute by night. Il programma della mattina prevede due alternative: passo del San Bernardino o passo del San Gottardo. Il tempo non promette niente di buono per cui decidiamo di optare per quello più accessibile: San Brenardino. Carichiamo le moto e seguiamo le indicazioni per il passo, evitando anche stavolta l'autostrada. Paesaggi intensi e suggestivi si aprono davanti a noi e man mano che saliamo una fitta nebbiolina ci avvolge in uno stretto abbraccio con i tornanti della montagna; ad una altezza di circa 500/600 mt decidiamo di fermarci, espletiamo i bisogni fisiologici e ci prepariamo ad affrontare la vetta con la giusta attrezzatura indosso (pantaloni e giubbino antipioggia). Le Hornet ruggiscono su per i tornanti e mano a mano che saliamo ai lati della strada comincia ad intravedersi il bianco candido della neve…sempre più intenso…sempre più spesso, fino a diventare ghiaccio in alcuni punti. Il rombo degli scarichi è rotto improvvisamente da uno, due, tre boati fortissimi…attimi di panico…poi ci accorgiamo di essere capitati nel bel mezzo di una esercitazione militare stile Apocalisse Now… Il tempo di fermarci un attimo per ammirare lo spettacolo e dopo pochi minuti ci ritroviamo in vetta, a 2066 mt di altezza…bellissimo! E' talmente freddo che riusciamo a toglierci a malapena il casco ed i guanti, ma lo spettacolo merita tutta la nostra attenzione…le solite foto di rito e poi di fretta inizia la discesa; direzione ...

Purtroppo il tempo non ci è amico...
La pioggia cade intensa ed il nostro ritmo di guida è decisamente rallentato...durerà ancora molto?
Per molti km percorriamo stradine che corrono parallele all'autostrada, attraversando agglomerati di casupole e stalle diroccate...la fame comincia a farsi sentire e decidiamo di far sosta ... mangiata mega e via si riparte ...più di 200 km sotto la pioggia, attraverso la cittadina di Vaduz (fermatasi nel tempo fra castelli e mura medioevali) e su oltre fino al confine con l'Austria...
Facciamo tappa nella prima città di frontiera che incontriamo (Friedrick se non ricordo male) e grazie ad un info point riusciamo a trovare un albergo carino dove poter passare la notte. La pioggia ci ha messo a dura prova e l'idea che anche il giorno seguente possa essere ingeneroso pervade i nostri pensieri. Le moto sono ridotte alquanto male, piene di fango, provate dai km percorsi e dal duro lavoro delle sospensioni. E' giunto anche per loro il momento di riposare al riparo dalla pioggia nel garage dell'albergo; domani le aspetterà ancora una dura giornata... Dimenticavo, non volontariamente, di dire che anche a questo giro il trio si era arricchito di un componente satellite:


MASSY detto anche l'uomo RIMORCHIO (poi capirete il perché,anzi ve lo dico subito: Massy ha la caratteristica di piazzarsi appiccicato dietro ai camion in piena corsa sulle autostrade...il motivo? Ancora non lo so, ma se vi capita di essere in autostrada e vedere un motociclista letteralmente agganciato al rimorchio di un TIR...beh non statevi a fare troppe domande, ora sapete la risposta...).
Si avvicina il momento del ritorno a casa ed è necessario avvicinarsi all'Italia per non fare troppi km l'ultimo giorno. Scendiamo giù e facciamo tappa sul lago di Garda...il tempo è migliorato e la pioggia ce la siamo lasciata alle spalle...
Una gita sul lago è forse il modo migliore per concludere la zingarata...anche in questo caso troviamo un alberghetto decente per la notte e poi...l'avventura sta giungendo al termine, siamo stremati e non vediamo l'ora di rilassarci un po'...ma ne è valsa veramente la pene e alla fine, quando ci separiamo per tornare ognuno a casa sua, c'è nei nostri sguardi un velo di tristezza ma anche la gioia di aver vissuto un'avventura che rimarrà per sempre nei nostri ricordi...

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